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Revolutionary Road
view post Posted on 24/6/2009, 10:30Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/12/2009, 07:42


titolo: Revolutionary Road
autore (con link al profilo): Ilaria.
oggetto della recensione: il film di Sam Mendes, con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet
recensione: Un film angosciante ed angoscioso.
Meraviglioso nella sua ineluttabile monotonia di una vita quotidiana ritratta con solerzia, e dalla quale emergono, come ombre, ricordi e speranze ormai dimenticati .

Frank ad April Wheeler sono due giovani ambiziosi appena sposati. Come tutti, sognano una vita ricca di soddisfazioni, ove appagare i propri bisogni e, ancor di più, i propri desideri. Una giovane donna ed un giovane uomo come se ne incontrano tanti. E forse, in qualche punto della nostra vita, anche noi lo siamo stati, o lo saremo. Ambiziosi, sino a sfociare nell’arroganza.
La loro vita è un circolo vizioso. L’appagamento di cui entrambi vanno continuamente in cerca, quello completo che dia senso alle loro vite, che riesca a farli godere della vita nella sua integrità e pienezza, sembra sempre più una vana meta. E così si accontentano di rubare attimi di serenità in quella sempre più opprimente quotidianità che sono costretti a vivere. E tirano avanti, tra delusioni sempre più grandi e sogni infranti sempre più pesanti.
L’esplosione violenta di cui siamo spettatori già nei primi minuti del film è un’avvisaglia di quel tumulto che circonda la loro vita. E più di lui, che tira avanti e si fa bastare ciò che è riuscito a prendersi, probabilmente troppo timoroso di esporsi ad inutili rischi nel pretendere qualcosa di più, è lei che soffre. Rinchiusa in quella gabbia dorata e senza luce, non riesce ad ingannare sé stessa neanche per un momento. Perché quello che entrambi cercano non è un’illusione di felicità, non è una vana fuga, e lei ne è cosciente. Probabilmente più di lui. Ed è sempre lei che non si tira indietro al proprio sogno, a costo di pagare un prezzo non equo. Per lei. Per sé stessa. Per entrambi.
La tensione e l’insoddisfazione serpeggiano, infide, lungo il percorso esistenziale di queste due anime stanche, accompagnandole nella ricerca di qualcosa che li renda finalmente felici e grati di vivere. Perché sembra facile amare, quando la soddisfazione di un desiderio appagato lava via le delusioni dell’anima, quando si ha davanti una prospettiva di vita che rispecchi i propri desideri. Ma non si può, non si riesce a dimenticare la realtà. Sempre pronta a bussare alla tua porta, a ricordati il buio, l’angoscia e la vuota disperazione che hai vissuto sino al giorno prima. La disperazione dell’incertezza e dell’ignoranza, quella che non ha bisogno di parole o di lacrime, quella priva di ogni minimo barlume di speranza.
E termina tutto in quella corsa disperata di Frank, accomunata al tacito silenzio ed alla sottile ipocrisia dei vicini. Questo è stato il significato della vita dei Wheeler a Revolutionary Road.

È un film lento, che parla di silenzi con il silenzio, le immagini, le espressioni dei volti che ci passano davanti. Necessita l’impegno della mente affinché venga compreso nella sua totalità.
Probabilmente solo leggendo il libro si può veramente e realmente avere un’idea di cosa Leo e Kate avessero voluto esattamente imprimere nelle loro interpretazioni, ma anche digiuni di esso ci si può fare un’idea.
La regia curatissima. Dalla fotografia (i colori, che variano nella loro intensità a seconda del momento, bellissima la sequenza in cui predominano blu, nero e violetto) alla sceneggiatura (il personaggio di Leo che dapprima si mescola alla folla omogenea, ed in un secondo momento se ne tira fuori, stando in disparte a guardare / le inquadrature alla casa vuote, a simboleggiare la quiete dopo la tempesta), tutto è ad uso del regista, che con mano esperta mette in scena una sequela di scenari ad uso personale delle due stelle, Leo e Kate. E non si sa chi sia più bravo.
Si accettano pareri (ma credo che il monologo di Kate nel bar li batta tutti).

Voto: 8.5

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"Just close your eyes it won’t take long, it won’t hurt a bit
Telling myself I could be strong, or some such brave bullshit
Trucks are roaring by I’m a red ghost, in their tail light gleam
I’m a tumbleweed I’m a spit roast, just turning in your flame
Oh my darlin’ Kathleen"

 
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view post Posted on 25/6/2009, 09:38Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/12/2009, 16:06


bellissima recensione, non posso fare a meno di essere d'accordo con te in tutto. A mio parere tra libro e film c'è un abisso immenso, nonostante siano entrambi stupendi, perchè io per esempio nel libro non ho potuto soffrire April, quindi stavo dalla parte di Frank, suo succube, mentre nella versione cinematografica è di April che non ho potuto fare a meno. è vero, il monologo di Kate nel bar è molto intenso, ma per me la corsa di Leo è impagabile


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